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Negozio online e accessibilità: cosa deve permettere il vostro sito dal 2025

Aggiornamento: luglio 2026 · Lettura: circa 7 minuti · Non costituisce consulenza legale

Dal 28 giugno 2025 l'European Accessibility Act (EAA) si applica al commercio elettronico. In Italia è recepito dal decreto legislativo 82/2022. Per un negozio online questo diventa molto concreto: il percorso che porta al contratto deve essere accessibile. Questa guida mostra quali negozi sono coinvolti, cosa richiede la legge in pratica e come riconoscere le barriere. Non offre ricette di rifacimento preconfezionate, ma i punti su cui fare leva.

Quali negozi sono coinvolti

Sono coinvolti i servizi di commercio elettronico, cioè i servizi digitali forniti a distanza in vista della conclusione di un contratto con un consumatore. Ne fanno parte i negozi online, i marketplace e i percorsi di prenotazione. I siti puramente informativi o i blog senza possibilità di ordine non rientrano. Le microimprese con meno di 10 dipendenti e al massimo 2 milioni di euro di fatturato godono di un'esenzione, ma solo per i servizi. Chi vende prodotti coinvolti, per esempio elettronica, non può avvalersene. Se l'EAA si applica al vostro caso lo chiarisce la guida chi è obbligato dall'EAA.

Cosa significa accessibile per un negozio

Il riferimento è la norma armonizzata EN 301 549, che rimanda alle Web Content Accessibility Guidelines (WCAG). Per un sito web, in pratica, significa puntare al livello AA delle WCAG 2.1. Dietro ci sono quattro principi: i contenuti devono essere percepibili, utilizzabili, comprensibili e robusti. Per un negozio questo significa che la homepage non basta: conta tutto il percorso di acquisto, dalla scheda prodotto al carrello fino alla conferma dell'ordine. Una sola barriera nel checkout può rendere l'acquisto impossibile per una parte degli utenti.

Come riconoscere le barriere

  1. Uso da tastiera. Si può completare tutto l'acquisto senza mouse, solo con la tastiera, dal filtro all'invio dell'ordine?
  2. Campi modulo etichettati. I campi hanno etichette visibili e collegate, che uno screen reader annuncia? Un semplice placeholder non basta.
  3. Messaggi di errore comprensibili. Il checkout dice con chiarezza quale campo manca o è errato, e questo viene anche annunciato?
  4. Contrasti sufficienti. Bottoni, prezzi e avvisi si staccano nettamente dallo sfondo, anche i grigi chiari?
  5. Testi alternativi per le immagini prodotto. Le immagini hanno un'alternativa testuale espressiva, o resta un vuoto per gli screen reader?
  6. Nessun blocco inutile. Un CAPTCHA puramente visivo o un limite di tempo stretto blocca la finalizzazione?

Questa lista è un'autodiagnosi, non un rapporto di audit. Mostra dove guardare, non come correggere ogni punto nel dettaglio.

L'obbligo di informazione

Oltre all'accessibilità tecnica, il fornitore deve predisporre informazioni che spiegano come il servizio soddisfa i requisiti di accessibilità e metterle a disposizione del pubblico (articolo 12 del decreto legislativo 82/2022). Cosa devono contenere e dove collocarle è trattato nella guida su barriere e obbligo di informazione.

Scadenze: nessuna tutela generale dell'esistente

Per siti e negozi online non esiste un periodo transitorio generale: gli obblighi si applicano dal 28 giugno 2025. Alcune regole transitorie arrivano fino al 2030, per esempio per certi contratti in corso e prodotti già in servizio, ma sono l'eccezione e non rinviano la scadenza per il negozio in sé.

Conoscere i requisiti è una cosa. Sapere se il vostro negozio li rispetta lungo tutto il percorso di acquisto non si vede dalla homepage. È esattamente lì che interviene una scansione automatizzata.

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Domande frequenti

L'EAA si applica a tutti i negozi online?

Per i negozi con un percorso verso la conclusione di un contratto con consumatori, di regola sì. Le microimprese godono di un'esenzione per i servizi, che decade se vendono prodotti coinvolti come l'elettronica. I siti puramente informativi senza ordine non sono coinvolti.

Deve essere accessibile tutto il negozio o solo il checkout?

È coinvolto il percorso che porta al contratto, dalla scheda prodotto al carrello fino alla conferma. Le parti puramente editoriali come un blog pesano meno, ma il percorso di acquisto conta integralmente.

Quale standard si applica a un negozio accessibile?

La norma armonizzata EN 301 549, che rimanda alle WCAG. In pratica, il livello AA delle WCAG 2.1.

Cosa succede se il mio negozio non è accessibile?

L'AgID vigila sui servizi; le sanzioni amministrative vanno da 5.000 a 40.000 euro (articolo 24 del decreto legislativo 82/2022) e di norma una richiesta di adeguamento con termine precede la sanzione. I dettagli sono nella guida su vigilanza e sanzioni.

Aggiornamento: luglio 2026. Questo articolo è stato sottoposto a revisione redazionale e non costituisce consulenza legale. Per il vostro caso specifico, rivolgetevi a uno studio legale specializzato.