Accessibilità digitale: chi vigila in Italia e cosa si rischia davvero
Dal 28 giugno 2025 le autorità possono perseguire le violazioni degli obblighi di accessibilità derivati dall'European Accessibility Act. Questa guida mostra con sobrietà chi vigila in Italia, come si svolge il procedimento, quali importi sono in gioco e perché circolano cifre diverse negli articoli di stampa.
Chi vigila
Per i servizi nel perimetro dell'EAA l'autorità di vigilanza è l'AgID, l'Agenzia per l'Italia Digitale (articolo 21 del decreto legislativo 82/2022). Per i servizi ai consumatori può intervenire anche l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Non c'è registrazione preventiva né autorizzazione: è una vigilanza continua, a campione e su segnalazione.
Come si svolge il procedimento
Il procedimento è di regola graduale. Prima arriva una richiesta di adeguamento con termine; la sanzione solo se non si interviene. La mancata cooperazione con l'autorità o l'inosservanza delle misure correttive è sanzionata a parte. Una multa immediata senza preavviso è l'eccezione, non la regola.
Gli importi in gioco
Per le violazioni dei requisiti di accessibilità il decreto legislativo 82/2022 prevede sanzioni amministrative da 5.000 a 40.000 euro (articolo 24). Chi non coopera con l'autorità di vigilanza o ignora le misure correttive rischia in aggiunta da 2.500 a 30.000 euro. La misura concreta dipende da gravità, dimensioni dell'operatore e circostanze del caso.
Da non confondere: il regime per le grandi imprese
La cifra spesso citata del 5 per cento del fatturato viene da un regime distinto, nato dalla legge Stanca e rivolto ai siti delle imprese con fatturato medio superiore a 500 milioni di euro. Per una PMI del commercio online vale il regime del decreto legislativo 82/2022 descritto sopra, non la sanzione percentuale sul fatturato.
Segnalazioni
Consumatori e associazioni possono segnalare un servizio inaccessibile. Una segnalazione può far scattare un controllo. Il rischio più concreto per un'impresa non è la multa massima teorica, ma una segnalazione che apre un procedimento, con i costi di adeguamento sotto termine e l'esposizione pubblica che comporta.
Prima che vi raggiunga una segnalazione o un controllo a campione, vale la pena lo sguardo esterno sul proprio sito. Cosa si carica davvero e quanto è utilizzabile la pagina, lo mostra una scansione automatizzata.
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Quali multe rischia un negozio online per violazioni dell'accessibilità?
Sanzioni amministrative da 5.000 a 40.000 euro (articolo 24 del decreto legislativo 82/2022); per mancata cooperazione con l'autorità si aggiungono da 2.500 a 30.000 euro. Di norma una richiesta di adeguamento con termine precede la sanzione.
Chi vigila sull'accessibilità dei siti di commercio online in Italia?
L'AgID, l'Agenzia per l'Italia Digitale, per i servizi nel perimetro dell'EAA; per i servizi ai consumatori può intervenire anche l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. La vigilanza avviene a campione e su segnalazione.
Da dove viene il 5 per cento del fatturato spesso citato?
Da un regime distinto nato dalla legge Stanca, rivolto ai siti delle imprese con fatturato medio superiore a 500 milioni di euro. Non è il regime generale per il commercio online.
Cosa succede per primo in caso di violazione?
Di regola una richiesta di adeguamento con termine, non una multa immediata. La sanzione arriva se non si interviene.
Fonti ufficiali
Aggiornamento: luglio 2026. Questo articolo è stato sottoposto a revisione redazionale e non costituisce consulenza legale. Per il vostro caso specifico, rivolgetevi a uno studio legale specializzato.
